La ricetta del Christmas pudding che salvò un impero

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Durante il periodo coloniale, il Christmas pudding divenne un simbolo di unità in tutto l’impero britannico, grazie alla ricetta del cuoco di re Giorgio V

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Il giorno di Natale del 1927 il re d’Inghilterra Giorgio V e la famiglia reale al completo, riuniti nella residenza invernale di Sandringham, si sedettero a tavola per una cena di festa destinata a concludersi, come da tradizione ormai consolidata, con il Christmas pudding. Questa volta, però, l’onore di assaggiare il budino natalizio non spettava soltanto al sovrano e alla sua corte. Assieme a loro c’erano tutti gli abitanti dell’impero, dalle isole britanniche alle colonie più remote. E in ogni luogo quel dolce aveva lo stesso delizioso sapore, grazie alla ricetta reale del Christmas pudding.

Agli inizi del XX secolo il Natale era considerato la festa britannica per eccellenza e il Christmas pudding ne era il caposaldo. Ovunque andassero nel mondo, gli inglesi portavano con sé il loro Natale tradizionale. Già in epoca vittoriana le riviste abbondavano di resoconti di budini natalizi portati in Nuova Guinea e cucinati per immersione in sorgenti di fango bollente; di banchetti nel bush australiano con canguro arrosto seguito da budino; di traversate a piedi tra le colline birmane per amore di una fetta di budino. Si raccontava di budini improvvisati con gli ingredienti più strani. C’erano quelli fatti nel veld sudafricano con uova di struzzo e quelli preparati nelle selvagge terre canadesi con grasso di alce. Anche durante la prima guerra mondiale, cesti natalizi contenenti il Christmas pudding venivano inviati ai soldati sui campi di battaglia. Perfino al culmine della carestia causata dalla Grande Guerra, la gente continuava a fare budini di Natale con qualsiasi cosa fosse disponibile, a volte poco più che carote e pangrattato.

Terminata la guerra, nuovi tempi difficili, tra crisi economica, disoccupazione e disordini sociali, si abbatterono sull’impero britannico, che all’epoca comprendeva quasi un quinto della superficie mondiale e un quarto della sua popolazione. Le colonie fornivano alla madrepatria una notevole quantità di materie prime, tra cui molti prodotti alimentari. Ma presto i mercati furono inondati da prodotti a basso costo provenienti da fuori l’impero, in particolare dagli Stati Uniti. In un periodo di libero scambio sfrenato, in seguito a un’aggressiva campagna pubblicitaria, sbarcò in Gran Bretagna la frutta secca della California. L’uvetta, ingrediente principe del Christmas pudding, era disponibile a un prezzo stracciato. A pagarne le conseguenze erano i viticoltori australiani, che si sentivano defraudati, dopo aver già sopportato pesanti sacrifici durante la guerra.

Non solo l’Australia, ma tutti i Paesi dell’impero che avevano combattuto in guerra reclamavano protezione per i loro prodotti. L’unità dell’impero era in pericolo. Si decise che il governo avrebbe dovuto incentivare l’autosufficienza economica, incoraggiando l’utilizzo di beni prodotti nei confini imperiali. A tale scopo, nel 1926, fu creato l’Empire Marketing Board (EMB), un organo preposto alla promozione, attraverso una vasta opera di propaganda, degli scambi commerciali tra la Gran Bretagna e gli altri Paesi dell’impero. La reazione del popolo fu fredda: perché si sarebbe dovuto acquistare beni prodotti internamente, quando ne erano disponibili di più economici?

Bisognava catturare l’immaginazione e la fedeltà del popolo. Natale e le tradizioni culinarie vennero in soccorso. Al fine di sostenere la campagna dell’EMB, il re Giorgio V fece sapere che, durante la cena di Natale reale del 1926, sarebbero stati consumati soltanto cibi prodotti nei territori dell’impero. L’operazione riuscì e il pasto reale attirò un enorme interesse popolare. All’EMB non parve vero e, scorgendo un’occasione d’oro, chiese al Palazzo se le loro maestà avrebbero permesso allo chef reale, Henry Cédard, di fornire la ricetta del Christmas pudding, da condividere con tutto il popolo in vista del Natale 1927. Un’opportunità senza precedenti, per i sudditi, di mangiare come la famiglia reale. I sovrani acconsentirono.

Una volta che l’EMB ebbe ottenuto la ricetta reale, i rappresentanti dei diversi Paesi dell’impero si scatenarono per assicurare la preferenza ai loro prodotti rispetto a quelli provenienti da altre regioni che ne avevano disponibilità. La versione finale della ricetta conteneva solo ingredienti dell’impero:

  • ribes dell’Australia;
  • uva sultanina dell’Australia;
  • uvetta snocciolata del Sud Africa;
  • mela tritata del Canada;
  • pan grattato del Regno Unito;
  • filetto di manzo dalla Nuova Zelanda;
  • agrumi canditi del Sud Africa;
  • farina del Regno Unito;
  • zucchero bruno delle Indie occidentali;
  • uova dell’Irlanda;
  • cannella del Ceylon;
  • chiodi di garofano dello Zanzibar;
  • noce moscata degli Insediamenti dello Stretto;
  • pudding spice dell’India;
  • brandy di Cipro;
  • rum della Giamaica;
  • birra invecchiata dell’Inghilterra.

Si era fatto in modo che ogni ingrediente scelto rappresentasse una delle colonie dell’impero. Un cucchiaino (rigorosamente da tè) di “pudding spice”, non presente nella ricetta originale, fu aggiunto con il preciso scopo di includere l’India nella lista.

La ricetta fornita dallo chef di corte calcolava le dosi per 40 persone, tra l’intera famiglia reale e i loro ospiti. L’EMB la rielaborò per 8 persone, poi la inviò ai giornali nazionali e alle riviste femminili più popolari. Furono anche stampate delle copie da distribuire gratuitamente alla popolazione. Si continuò con una solenne cerimonia, le cui immagini vennero mostrate dai cinegiornali in tutto l’impero. Gli ingredienti del budino reale furono fatti arrivare in auto alla Mansion House di Londra, con accompagnatori vestiti nel costume tipico di ogni Paese. L’EMB fu sommerso di richieste per la ricetta reale provenienti da ogni parte del mondo. Le vendite dei prodotti dell’impero subirono un’impennata.

Quando arrivò il giorno di Natale del 1927, mentre sull’Inghilterra si abbatteva una storica tempesta di neve, in un atto di comunione culinaria e di patriottismo al sapore di Christmas pudding, le persone di tutto l’impero presero parte alla festa di Natale del re, che rimase un appuntamento fisso delle festività durante gli anni tra le due guerre. In un mondo che presto sarebbe cambiato per sempre, il Christmas Pudding del re trasformò l’impero in una grande famiglia.

Fonti consultate: The OldieFood History Jottings.

Foto: Malmaison Hotels da Flickr.

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