Il giorno giusto per togliere presepe e albero di Natale

presepe sotto albero di natale

Se l’8 dicembre è il giorno dedicato a decorare la casa per Natale, sono diverse le opzioni possibili per la data in cui rimuovere gli addobbi

Tempo di lettura: 3 minuti

Quando si avvicina la fine delle festività natalizie, molti si chiedono per quanto tempo presepe e albero di Natale dovrebbero restare in casa e quale sia il giorno giusto per rimuovere gli addobbi. Se esistono consuetudini ben radicate per l’inizio del periodo natalizio, tradizionalmente fissato all’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione e data in cui in molte case e città si allestiscono decorazioni e luminarie, non esiste una regola altrettanto condivisa per stabilire quando togliere il presepe e l’albero.

La Chiesa cattolica non ha infatti indicazioni ufficiali in merito, trattandosi di simboli legati alla devozione religiosa e alla cultura popolare: per questo si tende a seguire tradizioni familiari e usanze locali, che in quanto tali possono differire di casa in casa o da un’area geografica all’altra. Lo stesso vale per la scena della Natività in chiesa, la cui permanenza può variare a seconda delle regioni e dei luoghi.



A partire dal XIII secolo si diffuse la consuetudine di ricreare in casa la scena della natività in scala ridotta, ispirandosi al presepe vivente allestito da san Francesco d’Assisi a Greccio nel 1223. La sua preparazione, in cui venivano coinvolti anche i bambini, era per i credenti un momento di partecipazione al mistero del Natale.

Nella seconda metà del XIX secolo e con più forza durante il Novecento, al presepe iniziò ad affiancarsi l’albero di Natale, introdotto nel Regno Unito dal principe Alberto di Sassonia, marito della regina Vittoria, e in Italia dalla regina Margherita, entrambi presto emulati dai rispettivi sudditi.

Nell’eterno dualismo tra presepe e albero, c’è chi sceglie di far convivere in casa la dimensione religiosa e quella più laica del Natale, chi preferisce allestire soltanto l’albero di Natale e chi, invece, decide di rimanere fedele al presepe. Ma se quest’ultimo è radicato soprattutto in Italia, dal dopoguerra in poi l’albero di Natale ha raggiunto una diffusione planetaria, venendo a rappresentare il simbolo più riconosciuto del Natale e acquisendo una connotazione commerciale e consumistica senza precedenti, che ha dato vita a una vera industria dell’addobbo natalizio.

Sulla questione del quando togliere il presepe e gli altri addobbi, dicevamo che non vale una regola assoluta, ma le opzioni possono essere ridotte a tre.



La maggior parte delle persone rispetta l’usanza di smontare il presepe il giorno dopo l’Epifania, tenendo fede al proverbio “l’Epifania tutte le feste si porta via”. Si attende infatti il 6 gennaio, in cui per il Cristianesimo si celebra la manifestazione di Dio incarnato ai popoli del mondo, per collocare le statuine dei re magi all’interno del presepe, a rappresentare il loro arrivo al cospetto di Gesù Bambino.

Altre persone, prima di rimuovere il presepe, sono solite aspettare fino alla festività del Battesimo del Signore, ricorrenza a data variabile che cade la prima domenica successiva all’Epifania (quindi tra il 7 e il 13 gennaio) e segna nel calendario liturgico della Chiesa cattolica la fine del Tempo di Natale (che inizia con i vespri del 24 dicembre ed è preceduto dal Tempo di Avvento) e il passaggio al Tempo ordinario.

C’è infine chi mantiene il presepe ancora più a lungo, ovvero fino al 2 febbraio, giorno in cui si celebra la festività della Presentazione di Gesù al Tempio, nota più comunemente come la festa della Candelora. La liturgia cristiana prevede, infatti, la benedizione delle candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, prescritta dalla legge giudaica per i primogeniti maschi.

La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo la credenza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di quaranta giorni dopo aver partorito un maschio e doveva recarsi al tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade, appunto, quaranta giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.



In conclusione, per stabilire quando è il momento giusto per riporre negli scatoloni statuine, luci, ghirlande e ogni altro tipo di decorazione, avete solo l’imbarazzo della scelta, tra il giorno dell’Epifania, la festa del Battesimo del Signore e il giorno della Candelora. Oppure potete decidere di togliere gli addobbi più profani il 6 gennaio e attendere il 2 febbraio per disfare il presepe, così da conservare un po’ più a lungo l’atmosfera natalizia nella vostra casa.

Fonti consultate: ZenitRai Vaticano, The Crimson RamblerWikipedia.

Foto: Myriams-Fotos da Pixabay.

© Riproduzione riservata

Offrimi una cioccolata

Ti piace questo blog e vorresti sostenerlo? Clicca sull’immagine in basso per contribuire con una tazza di cioccolata calda alle spese di hosting e mantenimento del sito. Grazie fin d’ora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.