Il giorno giusto per togliere presepe e albero di Natale

presepe sotto l'albero di natale

Se l’8 dicembre è il giorno dedicato a decorare la casa per Natale, per la data in cui rimuovere gli addobbi le opzioni possibili sono diverse

Tempo di lettura: 4 minuti

Tradizione vuole che l’8 dicembre sia la giornata dedicata all’allestimento del presepe, dell’albero di Natale e delle altre decorazioni destinate a rallegrare le case degli italiani nel periodo festivo. Anche in molte città e paesi l’accensione delle luminarie avviene in questa data, che è legata alla celebrazione cristiana dell’Immacolata Concezione e segna l’avvio dei preparativi in vista del Natale. Ma molti si chiedono per quanto tempo presepe e albero andrebbero tenuti in casa e qual è il giorno giusto per rimuovere gli addobbi natalizi.

Non c’è una risposta definitiva su quando togliere il presepe e l’albero. Non esistono norme ufficiali definite dalla Chiesa cattolica, trattandosi di simboli della devozione religiosa e della cultura popolare, per cui si tende a seguire le usanze tramandate in famiglia, che in quanto tali possono differire di casa in casa o da un’area geografica all’altra. Lo stesso discorso vale per la scena della Natività in chiesa, la cui permanenza può variare a seconda delle regioni e dei luoghi.

Natività e presepi nella storia

Dipinti, mosaici e rilievi hanno raffigurato la sacra Natività sin dai tempi più antichi. È possibile che una delle prime rappresentazioni di un presepe fosse in una cappella, fatta costruire da papa Sisto III (432-440), come riproduzione della grotta di Betlemme. Ormai andata completamente perduta, era adiacente alla basilica di Santa Maria Maggiore, la cui costruzione era stata iniziata dallo stesso pontefice. I rilievi ritenuti appartenenti alla mangiatoia originale erano stati inizialmente collocati in questa cappella nel VII secolo e si trovano adesso sotto l’altare maggiore della basilica.

Oltre alle rappresentazioni della Natività, esistenti fin dall’antichità nelle chiese, a partire dal XIII secolo si è diffusa la consuetudine, influenzata dal presepe allestito da san Francesco d’Assisi a Greccio nel 1223, di costruire un piccolo presepe nelle abitazioni domestiche. La sua preparazione, in cui venivano coinvolti i bambini, era per i credenti l’occasione per porsi in contatto con il mistero del Natale. Ad esso, nella seconda metà del XIX secolo e con più forza durante il Novecento, iniziò ad affiancarsi l’albero di Natale, introdotto nel Regno Unito dal principe Alberto di Sassonia, marito della regina Vittoria, e in Italia dalla regina Margherita, entrambi presto emulati dai propri sudditi.

Albero o presepe, l’eterno dualismo

Come si diceva in precedenza, ogni tradizione ha le sue varianti e c’è chi si è adattato alla coesistenza casalinga tra sacro e profano e chi invece preferisce fare soltanto l’albero oppure rimanere fedele al presepe. Ma se quest’ultimo è radicato soprattutto in Italia, dal dopoguerra in poi l’albero di Natale ha raggiunto una diffusione planetaria, venendo a rappresentare il simbolo più comune del Natale e acquisendo una dimensione commerciale e consumistica senza precedenti, che ha dato vita a una vera industria dell’addobbo natalizio.

La Chiesa cattolica, in materia di presepe, rimarca l’importanza di collocare questa espressione della pietà popolare sia in casa sia in chiesa durante il periodo natalizio. Al termine della celebrazione della messa di mezzanotte, un momento di grande significato liturgico e di forte ascendente popolare è il bacio alla statua del Bambino Gesù da parte dei fedeli e la successiva sistemazione nel presepe allestito in chiesa o nelle adiacenze.

Epifania e Battesimo del Signore

Tornando alla questione su quando togliere il presepe e gli altri addobbi, dicevamo che non vale una regola assoluta. La maggior parte delle persone rispetta l’usanza di smontare il presepe il giorno dopo l’Epifania, tenendo fede al proverbio “l’Epifania tutte le feste si porta via”. Si attende infatti il 6 gennaio, in cui si celebra la manifestazione di Dio incarnato ai popoli del mondo, per collocare le statuine dei re magi all’interno del presepe, a rappresentare il loro arrivo al cospetto di Gesù Bambino.

Altre persone, prima di rimuovere il presepe, sono solite aspettare fino alla festività del Battesimo del Signore, che cade la prima domenica successiva all’Epifania (quindi tra il 7 e il 13 gennaio) e segna nel calendario liturgico della Chiesa cattolica la fine del Tempo di Natale (che inizia con i vespri del 24 dicembre ed è preceduto dal Tempo di Avvento) e il passaggio al Tempo ordinario.

La festa della Candelora

Ma c’è anche chi mantiene il presepe ancora più a lungo, ovvero fino al 2 febbraio, giorno in cui si celebra la festività della Presentazione di Gesù al Tempio, nota più comunemente come festa della Candelora. La liturgia cristiana prevede, infatti, la benedizione delle candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, prescritta dalla legge giudaica per i primogeniti maschi. La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo la credenza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di quaranta giorni dopo aver partorito un maschio e doveva recarsi al tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade, appunto, quaranta giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.

Papa Giovanni Paolo II faceva la sua ultima visita al presepe in piazza San Pietro al termine della messa serale del 2 febbraio. Solo a quel punto la scena della Natività del Vaticano poteva essere smantellata. Ciò corrisponde a una consuetudine di lunga data, in cui la vigilia della Candelora era il giorno per la rimozione delle decorazioni natalizie, specialmente quelle costituite da piante, come rosmarino, alloro, vischio, agrifoglio, edera, che venivano usate per addobbare la sala da pranzo per il Natale. Questa tradizione è testimoniata dal poeta Robert Herrick (1591-1674) in una poesia intitolata “Ceremonies for Candlemas Eve” (Cerimonie per la vigilia della Candelora).

A voi la decisione finale

In conclusione, per stabilire quando è il momento giusto per riporre negli scatoloni statuine, luci, ghirlande e ogni altro tipo di decorazione, avete solo l’imbarazzo della scelta, tra il giorno dell’Epifania, la festa del Battesimo del Signore e il giorno della Candelora. Oppure potete decidere di togliere gli addobbi più profani il 6 gennaio e attendere il 2 febbraio per disfare il presepe, così da conservare un po’ più a lungo l’atmosfera natalizia nella vostra casa.

Fonti consultate: ZenitRai Vaticano, The Crimson RamblerWikipedia.

Foto: Myriams-Fotos da Pixabay.

© Riproduzione riservata

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