L’uomo che portò l’elettricità sull’albero di Natale

serie di luci natalizie multicolore

Dalle candele di cera alle serie di lampadine elettriche colorate: come Edward Hibberd Johnson cambiò la storia delle decorazioni natalizie

Tempo di lettura: 4 minuti

Oggi le luci di Natale sono una presenza talmente scontata durante le festività che è difficile immaginare quanto sia stata rivoluzionaria la loro introduzione. Eppure, alla fine dell’Ottocento, il modo di illuminare il Natale cambiò radicalmente, grazie all’arrivo dell’elettricità e a un uomo che intuì come trasformare una nuova tecnologia in uno spettacolo natalizio: Edward Hibberd Johnson.

Quando l’albero si illuminava con le candele

C’è stato un tempo in cui gli alberi di Natale venivano illuminati con le candele di cera. Una tradizione suggestiva, non c’è che dire, ma anche tutt’altro che sicura: fissate ai rami con metodi precari come cera fusa, spilli o fili, potevano facilmente mandare in fiamme i rami dell’albero.

Gli incendi erano così frequenti che le compagnie assicurative iniziarono a rifiutare i risarcimenti per i danni provocati dagli alberi di Natale illuminati con candele.

Alla fine dell’Ottocento, però, l’elettricità iniziava a entrare nelle case e la lampadina elettrica a incandescenza, sviluppata da Thomas Edison nel 1879, offriva una possibile alternativa alle candele. Era ancora una tecnologia nuova, costosa e guardata con una certa diffidenza, ma le sue potenzialità sembravano enormi.

L’idea geniale del socio di Edison

Edward Hibberd Johnson era un imprenditore e fidato socio in affari di Edison. Nel 1882, mentre ricopriva il ruolo di vicepresidente della Edison Electric Light Company, decise di sperimentare l’utilizzo delle lampadine elettriche per illuminare il proprio albero di Natale.

Realizzò così il primo esempio documentato di illuminazione elettrica applicata a un albero di Natale, sostituendo le candele con una fonte di luce innovativa. Johnson collocò l’albero vicino alla finestra del salotto nella propria abitazione, rendendolo una vera e propria attrazione per le persone che si fermavano a guardarlo.

Già due anni prima, nel Natale del 1880, Edison aveva appeso i primi fili di lampadine all’esterno del suo laboratorio di Menlo Park, cosicché fossero visibili dai passeggeri dei treni, mettendo in evidenza le potenzialità dell’illuminazione elettrica.

Lo spettacolo del primo albero a Manhattan

Il 22 dicembre 1882, nella sua casa sulla East 36th Street a Manhattan, in zona Murray Hill, Johnson mise in mostra il suo albero “rivoluzionario”. Montava esattamente 80 lampadine della grandezza di una noce, che erano state collegate tra loro manualmente, distribuite in tre colori: rosso, bianco e blu.

L’albero, inoltre, non era semplicemente illuminato: era montato su una struttura che gli permetteva di ruotare su se stesso. Girava sei volte al minuto, grazie a un meccanismo azionato elettricamente. L’effetto doveva essere particolarmente scenografico per l’epoca. Le luci, mentre l’albero girava, creavano un continuo movimento di colori.

La scena attirò anche l’attenzione della stampa. Il giornalista William Augustus Croffut, del Detroit Post and Tribune, visitò la casa dei Johnson e scrisse un resoconto entusiasta. Descrisse l’albero come uno spettacolo straordinario, raccontando delle lampadine colorate e del loro movimento incessante.

Gli esperimenti di Johnson non si fermano

Già l’anno seguente Johnson portò la sua idea a una scala più grande. Nel dicembre del 1883, infatti, presentò alla Foreign Exhibition di Boston un albero di Natale alto quasi 14 metri, montato su una struttura rotante e illuminato da 225 lampadine elettriche rosse, bianche e blu.

Nel 1884 tornò invece a sperimentare nella propria casa. Installò una dinamo in cantina che forniva la corrente necessaria per alimentare 120 lampadine e una dinamo più piccola alla base dell’albero, che ne permetteva la rotazione. Un particolare meccanismo faceva accendere e spegnere in successione sei gruppi di lampadine, creando diverse combinazioni di colori mentre l’albero girava.

Perché all’inizio era un lusso per pochi

L’esperimento di Johnson era affascinante, ma le luci elettriche erano ancora lontane dal diventare una decorazione alla portata di tutti.

Il problema era soprattutto economico e tecnico. Le lampadine dovevano essere collegate manualmente e l’installazione richiedeva l’intervento di un elettricista specializzato. Le famiglie dell’alta società potevano spendere fino a 300 dollari dell’epoca per illuminare un normale albero di Natale con luci elettriche.

Per questo, per molti anni, le luci elettriche rimasero un lusso per i più facoltosi e per i pochi che avevano accesso all’elettricità e soltanto una curiosità per tutti gli altri.

La loro fama aumentò anche grazie alla Casa Bianca. Nel 1894, durante la presidenza di Grover Cleveland, l’albero di Natale della famiglia presidenziale venne illuminato per la prima volta con serie di lampadine elettriche multicolore.

La nascita dei primi set pronti all’uso

La svolta arrivò nel 1903. La General Electric iniziò a commercializzare set preassemblati di luci natalizie, disponibili in serie da otto lampadine con prese in porcellana. Un set da 24 lampadine costava 12 dollari e in alcune città i grandi magazzini offrivano anche il noleggio a 1,50 dollari. Con questi kit di luci natalizie pronti all’uso, l’installazione diventava molto più semplice rispetto ai primi sistemi collegati manualmente.

Un altro ruolo importante nella diffusione delle luci natalizie sul mercato di massa fu ricoperto da Albert Sadacca. Nel 1917, ancora adolescente, suggerì alla propria famiglia, proprietaria di un’azienda di illuminazione, di mettere in vendita al pubblico serie di lampadine colorate per Natale.

Negli anni successivi, insieme ai fratelli, Albert Sadacca contribuì alla nascita della National Outfit Manufacturers Association (NOMA), un’associazione che riuniva diversi produttori di luci natalizie, successivamente trasformata nella NOMA Electric Corporation, società che avrebbe dominato il mercato delle luci natalizie per decenni.

L’eredità di Edward Hibberd Johnson

L’esperimento di Johnson non rimase a lungo una curiosità riservata a pochi. La progressiva diffusione dell’elettricità nelle abitazioni, la produzione di serie e la comparsa dei primi set pronti all’uso resero le lampadine colorate una decorazione sempre più accessibile.

Da allora, le luci natalizie hanno continuato a cambiare forma e tecnologia, passando dalle lampadine a incandescenza ai LED e diventando una presenza abituale non solo sugli alberi, ma anche nelle case, nelle vetrine e nelle strade.

Ma quell’albero di New York, che regalò per la prima volta un Natale illuminato dall’elettricità, rappresentò l’inizio di una trasformazione che nel giro di pochi decenni avrebbe portato le luci elettriche a diventare uno dei simboli della magia natalizia.

Fonti consultate: Library of Congress, Smithsonian magazine, The White House Historical Association, IEEE Spectrum, Wikipedia, The New York Times, Inventors Digest, History.

Foto di Kendall Hoopes da Pexels.

© Riproduzione riservata

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