Come il San Nicola d’Olanda è diventato Babbo Natale

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Sinterklaas è la festa dei regali che da secoli si celebra nei Paesi Bassi il 6 dicembre in onore di San Nicola, santo protettore dei bambini

Tempo di lettura: 7 minuti

In Olanda, ma anche in Belgio e in alcune zone della Germania, la festa dei bambini e dei regali non è Natale, ma il giorno di San Nicola, celebrato il 6 dicembre in onore del vescovo del IV secolo. Un momento di gioia e di allegria che riesce a coinvolgere anche gli adulti e che ruota attorno alla figura di Sinterklaas, il corrispettivo locale di Babbo Natale. In nessun altro paese la celebrazione del giorno di San Nicola è così sentita, ma in passato sembra essere stata comune in buona parte dell’Europa occidentale.

Sinterklaas è una figura caratteristica del folklore olandese, che secondo la raffigurazione tradizionale ha barba e capelli lunghi bianchi, la mitra in testa, la tipica veste vescovile di colore rosso, il bastone pastorale nella mano destra e un grosso libro rosso dove sono scritti i nomi di tutti i bambini, con accanto un commento che indica se siano stati buoni o cattivi. Il santo è assistito da uno o più aiutanti dalla faccia nera e dai costumi moreschi coloratissimi, ispirati ai modelli spagnoli del XVI secolo. Questi divertenti assistenti hanno il nome di Zwarte Piet (traducibile come “Pietro Nero”).

L’arrivo di Sinterklaas

Tradizione vuole che Sinterklaas arrivi nei Paesi Bassi via mare dalla Spagna a bordo di un’imbarcazione a vapore, il primo sabato dopo l’11 novembre, giorno di San Martino (Sint Maarten). Molte città d’Olanda organizzano il suo sbarco e la successiva parata festosa attraverso le principali vie cittadine. Quella di Amsterdam è la più imponente e partecipata. Figuranti vestiti da Zwarte Piet intrattengono la folla e distribuiscono ai bambini dolcetti e caramelle, prima e durante il passaggio di Sinterklaas in groppa al suo cavallo bianco Ozosnel (fino a qualche anno fa chiamato Amerigo).

Dopo il suo tour per la città, Sinterklaas scompare dai radar, ma nelle settimane successive riappare di tanto in tanto per fare visita a scuole o associazioni. Per l’occasione i bambini intonano canzoni per San Nicola, alcune molto vecchie e incomprensibili, che invocano la generosità del santo e ne lodano la bontà in termini eloquenti. Il vescovo li ringrazia dedicando loro qualche parola di esortazione a essere bambini buoni e di ammonimento per i cattivi comportamenti.

La scarpa per Sinterklaas

Sinterklaas dimostra la sua presenza anche passando ogni notte nelle case dove ci sono bambini. Questi, prima di andare a letto, mettono vicino al camino o alla stufa (o anche sul davanzale della finestra) una scarpa o uno zoccolo con una carota, del fieno o delle zollette di zucchero per il cavallo di Sinterklaas e un frutto o della cioccolata per gli Zwarte Pieten. Messisi a letto, cantano una canzoncina a Sinterklaas per cercare di attirare la sua attenzione. La mattina seguente scoprono che durante la notte gli Zwarte Pieten si sono calati giù dal camino, lasciando all’interno della scarpa dei piccoli doni.

Tra i regali tipici ci sono mandarini e arance, le monete di cioccolato, i biscotti speziati (speculaas e kruidnoten), i biscotti alla cannella (pepernoten), le caramelle di zucchero a forma di animali (suikerbeest), le lettere di cioccolato con l’iniziale del nome del destinatario (chocoladeletter), i cioccolatini con le fattezze di Sinterklaas e degli Zwarte Pieten (chocolade sintkopjes e pietenkopjes), i dolcetti di marzapane di varie forme (marsepein).

La vigilia di San Nicola

Il momento culminante e più emozionante della festa di Sinterklaas nei Paesi Bassi è la sera del 5 dicembre. Nel pomeriggio genitori e bambini preparano biscotti, recitando poesie o cantando canzoni su Sinterklaas. Più tardi le famiglie si riuniscono a cena e fanno giochi che coinvolgono anche i più piccoli. La sorpresa più grande arriva quando, mentre grandi e piccini sono intenti a divertirsi, all’improvviso si sente bussare alla porta. Una mano con un guanto nero lascia cadere dei dolcetti all’interno della casa e fuori dalla porta appare un sacco colmo di regali.

Le gioie della vigilia di San Nicola in Olanda coinvolgono anche gli adulti. Qualche settimana prima della festa c’è l’usanza di riunirsi tra amici e parenti, per decidere, tramite una pesca di bigliettini, chi dovrà acquistare un regalo per chi. Il 5 dicembre ci si ritrova per lo scambio dei regali in quella che viene chiamata pakjesavond (serata dei pacchetti) o Sinterklaasvond (serata di Sinterklaas). Spesso i regali consistono in oggetti non eccessivamente costosi e ogni dono è accompagnato da un biglietto spiritoso in rima che ironizza sui noti difetti del destinatario del regalo.

Le origini di San Nicola

Il personaggio storico di San Nicola, se effettivamente esistito, visse tra il 280 e il 342 e fu vescovo della città di Myra, nell’attuale Turchia. Vari sono i racconti su chi si nascondesse dietro questa figura diventata poi leggendaria: secondo alcune storie il santo, prima di diventare vescovo, sarebbe stato un generoso marinaio, secondo altre un mercante filantropo, ma più spesso le storie si concentrano sul ruolo di pastore caritatevole e sull’attenzione alla difesa degli innocenti.

In una agiografia dell’VIII secolo è presente il racconto di un episodio leggendario legato a San Nicola, che di notte avrebbe gettato tre sacchetti di monete d’oro attraverso la finestra dove abitavano tre fanciulle povere, che rischiavano di essere avviate dal padre alla prostituzione. La difesa degli innocenti associata ai bambini (come la festa degli Innocenti che ricordava i bambini uccisi da Erode) e il dono alle fanciulle crearono intorno all’anno Mille il binomio nicolaiano “bambini-dono”.

La popolarità di San Nicola in Europa

Esistono numerose testimonianze scritte della popolarità, fin dal Medioevo, della festa di San Nicola nelle aree meridionali e occidentali dei paesi occupati dai popoli di lingua germanica. La sua celebrazione può essere rintracciata in un’area di influenza che comprende Olanda, Belgio e Lussemburgo, la Francia orientale, le province del Reno, l’Alsazia e la Lorena, la Svizzera sia tedesca che francese, le province austriache del Tirolo e di Salisburgo, le regioni tedesche del Baden-Württemberg e della Baviera.

Le università del XII-XIII secolo (Parigi e Oxford in primis) il 6 dicembre concedevano un giorno di festa agli studenti per raccogliere fondi per i compagni più poveri. Nel XV secolo, tra la Francia e la Germania invalse l’uso di vestirsi da vescovo e raccogliere oggetti e denaro per i poveri. Il primo documento a parlare di giocattoli e dolci da mettere nelle scarpe o nelle calze dei bambini da far trovare al mattino è del 1507 in Germania.

Nel XVI secolo tutti gli attributi di Santa Claus erano già ben definiti: le scarpe (o le calze), la finestra (o il camino), i doni, gli aiutanti. Ai primi del XVII secolo in molte città olandesi il protestantesimo tentò di eliminare qualsiasi manifestazione che ricordasse San Nicola, per evitare che l’amore verso il santo dei doni ai bambini facesse rinascere la nostalgia della chiesa cattolica.

Lo sbarco in Nord America

Nel corso del XVII secolo San Nicola raggiunse l’America del Nord e lo fece attraverso i coloni olandesi, che si portarono dietro dalla madre patria tutte le loro usanze, tra cui gli aspetti popolari e folkloristici legati al santo di Myra, festeggiato ormai senza alcun aggancio all’aspetto religioso. Anche quando nel 1665 dovettero cedere la città di New Amsterdam (l’attuale Manhattan) agli inglesi, che si affrettarono a ribattezzarla New York, gli olandesi conservarono il loro orgoglio e le loro tradizioni. La prima attestazione scritta di San Nicola in terra americana risale a un secolo dopo, quando nel 1773 sul giornale New York Gazette comparve con il nome Santa Claus, come derivazione dalla forma dialettale olandese Sante Klaas.

Quello stesso anno, il 16 dicembre, si verificò l’atto di protesta noto come Boston Tea Party, attuato nel porto di Boston dai coloni della costa atlantica contro il continuo innalzamento delle tasse da parte del governo del Regno Unito. Da quel momento, ovunque nelle colonie, i patrioti americani iniziarono a organizzare società per ostacolare l’impero britannico. A New York si chiamavano “Sons of Saint Nicholas”, in opposizione alle società filo-britanniche di Saint George. In questo modo San Nicola divenne un simbolo del passato non inglese di New York e fu quindi scelto come patrono della città dalla New York Historical Society.

Da Sinterklaas a Santa Claus

discendenti delle antiche famiglie olandesi pian piano trasmisero le tradizioni di San Nicola agli altri americani, molti dei quali cominciarono a spostare l’usanza dei doni dal 5 dicembre al giorno della vigilia di Capodanno. Tuttavia, dopo la pubblicazione nel 1823 della poesia “A visit from St. Nicholas” di Clement Clarke Moore, che descriveva l’arrivo di San Nicola durante la notte prima di Natale, tutti iniziarono ad associare indissolubilmente il santo alla data del 24 dicembre, anziché al 5 dicembre.

Il testo di Moore pare sia stato influenzato dalla descrizione di San Nicola che porta i doni nelle calze appese al camino fatta da Washington Irving nel libro del 1809 “A history of New York”, un racconto parodistico sui primi coloni olandesi che nel 1625 avevano fondato New Amsterdam (il cui protettore era proprio Sinterklaas), ma anche dal poema “The children’s friend: a new year’s present, to little ones, from five to twelve” del 1821, il cui autore anonimo fu il primo a legare Santa Claus alla renna.

Dal momento in cui “A visit from St. Nicholas” venne pubblicata, la figura religiosa fu separata per sempre da quella del suo erede fantastico. Moore aveva creato l’immagine di Santa Claus, che sarebbe rimasta sostanzialmente invariata fino ai giorni nostri, alterando completamente l’immagine canonica di San Nicola, ma insistendo nel chiamarlo St. Nicholas o amichevolmente St. Nick. E se Irving, appoggiato dalla Historical Society di New York, aveva promosso San Nicola fra gli adulti, Moore lo fece amare dai bambini, grazie all’effetto dirompente della sua poesia.

Foto: R.F. (Roel) Jorna, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons.

Fonti consultate: P. Gerardo Cioffari OP, La storia di Santa Claus, George Harley McKnight, St. Nicholas, In Olanda con Valentina, Giringiro, Living abroad mom, Livius, San Francesco, History, Etymonline.

© Riproduzione riservata

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