Il caso Babbo Natale: gli atti del processo immaginario

Il miracolo della 34ª Strada

Il libro “Processo a Babbo Natale” edito da Le Lucerne segue lo svolgersi di un dibattimento che potrebbe mettere a rischio il Natale stesso

Tempo di lettura: 2 minuti

Nel famoso film del 1947 “Il miracolo della 34ª Strada” (e nel suo remake del 1994 “Miracolo nella 34ª Strada”) si metteva in scena l’ascesa e la caduta di Babbo Natale, seguendo le vicende di un simpatico vecchietto che sosteneva di essere l’autentico Santa Claus e per questo finiva per essere condotto davanti a un giudice. A riprendere quell’idea e a portare nell’aula di un tribunale il personaggio più amato dai bambini arriva oggi un libro edito da Le Lucerne dal titolo “Processo a Babbo Natale”, che percorre tutte le fasi di un dibattimento con l’imputato al centro di gravi accuse che potrebbero mettere a rischio il Natale stesso.

Processi Immaginari” è una collana della casa editrice Le Lucerne di Milano. Realizzata in collaborazione con il Festival nazionale di diritto e letteratura “Città di Palmi”, porta la firma di importanti autori del mondo giuridico e non solo. Prendendo le vesti di un pubblico ministero, un avvocato difensore e un giudice, tre autori si sfidano a colpi di retorica, dialettica, riferimenti letterari, giuridici e via dicendo. Nell’immaginario processo inscenato, al banco degli imputati siede di volta in volta un celebre personaggio della storia, della letteratura o della cultura popolare.

Dopo Don Chisciotte, Diego Armando Maradona, Oscar Wilde e Ponzio Pilato, a Natale 2021 Le Lucerne porta in libreria “Processo a Babbo Natale. Il diritto di sognare” di Jacopo Pensa, Antonio Salvati e Mimma Sprizzi, con prefazione di Clara Veneto, in uscita il 30 novembre (96 pp.; 11 euro). Per tutti i giuristi da 0 a 99 anni.

Manca poco al Natale e la notizia di un incredibile caso giudiziario sconquassa la giustizia italiana. Di cosa è accusato Babbo Natale e perché? Ma soprattutto: il Natale sarà salvo? Per scoprirlo non resta che inoltrarsi nella lettura degli atti di questo processo immaginario.

A sfidarsi nell’agone giuridico-letterario troviamo Antonio Salvati nelle scomode vesti di pubblico ministero e Mimma Sprizzi nei panni dell’avvocato che prenderà le difese di Babbo Natale: l’uno per chiedere la condanna e l’altra l’assoluzione di questo imputato famoso e insieme sfuggente, generoso ma forse spregiudicato, affascinante e sicuramente immortale. Ma che più di ogni altra cosa incarna lo spirito di chi – nonostante tutto – vuole continuare a sognare: bambini e adulti (e persino giuristi).

A deciderne le sorti ci penserà un giudice d’eccezione, Jacopo Pensa, pronto a sfoderare una sentenza scritta rigorosamente in rima.

Miracolo nella 34ª Strada, una questione di soldi e fede

Jacopo Pensa, nato a Milano nel 1944, procuratore dal 1972 e avvocato dal 1978, è uno dei più noti penalisti italiani. È stato per sedici anni componente del Consiglio dell’Ordine di Milano. Per Le Lucerne ha già pubblicato nel 2020 la raccolta di rime “Nel paese del diritto c’è talvolta buio fitto”.

Antonio Salvati, magistrato dal 1999, docente presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, è ideatore del Festival nazionale di diritto e letteratura “Città di Palmi” e curatore della collana “Processi Immaginari”.

Mimma Sprizzi, avvocata, impegnata in progetti per il sociale e per la promozione dei diritti, è socia dell’associazione Festival nazionale di diritto e letteratura “Città di Palmi”, con la quale partecipa all’organizzazione dell’omonimo festival.

processo a babbo natale

Fonte consultata: Le Lucerne.

Immagine: screenshot dalla versione colorizzata del film “Il miracolo della 34ª Strada” (1947) © 20th Century Studios.

Copertina del libro: © Le Lucerne.

© Riproduzione riservata

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