Il Natale di una volta tra le stanze del Museo della Casa

christmas past

Con la mostra “Christmas Past” il Museum of the Home di Londra ripercorre le celebrazioni del Natale nelle case inglesi attraverso i secoli

C’è un museo a Londra, il Museum of the Home, non molto conosciuto dai turisti, ma famoso tra i londinesi, che da decenni propone ai suoi visitatori una mostra annuale dedicata alla storia dei festeggiamenti legati al Natale. Autentiche decorazioni festive del passato adornano le stanze d’epoca del museo, offrendo uno sguardo sul modo in cui il Natale è stato celebrato nelle case della classe media londinese negli ultimi quattrocento anni. Di anno in anno nuovi dettagli e informazioni vengono aggiunti, grazie a una continua ricerca sulle abitudini natalizie del popolo inglese.

Nel Museum of the Home si ripercorre l’evoluzione della vita domestica in Inghilterra dal Seicento ai giorni nostri, attraverso una serie di ricostruzioni d’epoca e l’esposizione di arredi da interno storici. L’atmosfera dei tempi passati è accuratamente ricreata in undici ambienti diversi, con mobili antichi, dipinti e decori che riflettono i cambiamenti nei comportamenti, nello stile e nel gusto delle classi medie.

Di ogni epoca storica viene ricostruito lo spazio abitativo principale della casa, che di volta in volta può essere un accogliente ingresso, un salotto informale, un elegante soggiorno. Le “stanze attraverso il tempo” si ispirano a vere case londinesi, i cui proprietari erano abbastanza facoltosi per poterle arredare al meglio e viverci comodamente.

Si parte con una sala del 1630 e si prosegue attraverso una serie cronologica di spazi abitativi tipici della classe benestante, come per esempio un parlatorio del 1745 o un salotto del 1830. Nel 1998 un ampliamento effettuato dallo studio di architettura Branson Coates ha aggiornato la sequenza con stanze che includevano uno sgargiante soggiorno anni ’70 e un loft minimale anni ’90.

Durante l’anno il museo offre diverse esposizioni a tema, tra cui una della più apprezzate e attese è la mostra “Christmas Past”. Le “stanze attraverso il tempo” vengono temporaneamente decorate a festa secondo il gusto di ogni epoca, per mostrare come le persone hanno celebrato il Natale e altri eventi invernali nelle loro case nel corso dei secoli.

Gli oggetti in mostra ripercorrono le origini e i significati di alcune tradizioni del Natale passato: dal banchettare, ballare e baciarsi sotto il vischio ai giochi di società, dall’appendere le calze all’inviare cartoline, decorare l’albero e organizzare cocktail party. Molti visitatori tornano anno dopo anno, poiché l’esposizione è ormai diventata parte delle loro tradizioni natalizie.

È interessante vedere come la celebrazione casalinga del Natale si sia evoluta nel tempo. Si può notare come il Natale inglese abbia lentamente incorporato le tradizioni di altri Paesi, ad esempio quelle del giorno di San Nicola dei Paesi Bassi, l’albero di Natale tedesco, il Babbo Natale della poesia americana “‘Twas the Night Before Christmas”. Con il passare del tempo i bambini sono diventati il fulcro della famiglia e le decorazioni sono passate da essere dimesse a occupare l’intera stanza.

Il modo in cui viene celebrato il Natale in casa racconta molto di come la società, la moda e la tecnologia si sono trasformate negli anni. In Inghilterra il tacchino è il protagonista della tavola di Natale, insieme al Christmas pudding, ma è una tradizione relativamente recente. Prima degli anni ’50 era un lusso che la maggior parte delle famiglie non poteva permettersi. Un altro elemento in passato imprescindibile erano i Christmas cracker, gadget natalizi a forma di tubo, che tirati dalle estremità producono il suono di uno scoppio. I primi furono creati nel 1847 da Tom Smith, ispirato dal suono di un ceppo scoppiettante nel fuoco.

All’epoca vittoriana risale la tradizione di montare e decorare un albero di Natale all’interno della casa. Nel ’900 hanno iniziato a diffondersi gli alberi artificiali, poiché creavano meno disordine rispetto agli alberi veri e potevano essere riutilizzati ogni anno. I miglioramenti tecnologici hanno portato alla creazione di stringhe di luci elettriche progettate per decorare l’albero, più sicure delle candele usate in precedenza. Ma non tutti amano piazzare un albero in casa e c’è chi si limita a mettere le decorazioni in giro per la casa.

Nel 1843 Henry Cole inviò la prima cartolina di Natale in Inghilterra. Raffigurava la sua famiglia e la stampò in migliaia di copie, che vendette al costo di uno scellino ciascuna. In seguito l’invio di cartoline di Natale crebbe in popolarità e si diffuse l’abitudine di posizionarle sulla mensola del camino. Nelle case del passato degli inglesi era possibile trovare anche i cataloghi dei grandi magazzini, lanciati in epoca vittoriana come mezzo per incoraggiare gli acquisti. Lo shopping natalizio è quasi uno sport nazionale nel Regno Unito e c’è perfino chi già ai saldi del 26 dicembre parte con la ricerca dei regali per l’anno successivo.

“Christmas Past” non è solo Natale. Dal Midwinter Festival al Millenium Party, la mostra indaga come e perché le case sono state decorate in occasione delle celebrazioni degli eventi invernali. È possibile scoprire da dove deriva il nome Boxing Day e perché l’albero di Natale è apparso per la prima volta nelle case degli inglesi. Tutto il museo viene invaso da un arcobaleno di colori natalizi e la mostra è accompagnata da un fitto programma di appuntamenti per celebrare il Natale.

Il Museum of the Home, precedentemente denominato Geffrye Museum, è situato negli ex ospizi della Ironmongers’ Company a Hackney, nella zona est di Londra, costruiti nel XVII secolo grazie a un lascito del mercante di schiavi Sir Robert Geffrye. Chiuso il 7 gennaio 2018 per un progetto di restyling da 18 milioni di sterline degli architetti Wright & Wright, ha riaperto il 12 giugno 2021 con la nuova denominazione, per comunicare meglio la sua mission, oltre che per questioni legate alla discutibilità del suo fondatore.

L’inaugurazione del Geffrye Museum risale al 1914. Poiché l’area in cui è situato era all’epoca destinata al commercio di mobili, si decise di istituire una collezione di mobili e interni come riferimento e ispirazione per i produttori. Quando la produzione si trasferì altrove, il museo si indirizzò verso le attività educative per bambini.

Dalla riapertura, il museo ha nuove gallerie più inclusive, che si focalizzano anche su altre classi sociali ed etnie, per “esplorare il concetto di casa attraverso le esperienze quotidiane delle persone nel creare, conservare e abitare la casa negli ultimi 400 anni”.

Fonti consultate: Museum of the HomeWikipediaThe Guardian50 museums in 70 weeksSequins and Cherry Blossom.

Foto: Jeremy A.A. Knight da Flickr.

© Riproduzione riservata

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