Il croccantino protagonista a San Marco dei Cavoti

festa del torrone e del croccantino

Nell’atmosfera dicembrina che fa da preambolo al Natale, tra le strade in pietra di San Marco dei Cavoti, piccolo gioiello medievale della provincia beneventana, si rinnova ogni anno il connubio tra tradizione e dolcezza con la Festa del torrone e del croccantino. Il borgo sannita, che ha fatto di una variante del classico torrone la propria gloria, dando i natali prima al “torrone Baci” e poi al croccantino, attraverso questa manifestazione istituita nel 2001, che si svolge nel periodo a ridosso delle festività, promuove le sue specialità dolciarie assieme alle tipicità culinarie e all’artigianato locale.

Il momento che ha cambiato per sempre la storia di San Marco dei Cavoti risale al 1891. Il giovane Innocenzo Borrillo, dopo aver lavorato a Napoli nella rinomata pasticceria Caflish di via Toledo, decide di dar vita ad una produzione di torroni nel proprio paese natio. Nel suo piccolo laboratorio artigianale crea una personale variante del torrone classico, il “torrone Baci”: barrette di croccante composto di mandorle, nocciole e caramello, ricoperte da una glassa di zucchero e cacao. Altro anno cruciale è il 1926, che vede Saverio Serio, altro giovane pasticcere formatosi presso le fabbriche di torrone di Benevento, fare ritorno a San Marco con un’idea: ricoprire il croccantino con uno strato finissimo di cioccolato fondente. Nasce così il “Preferito”, una nuova versione dell’ormai celebre torrone glassato.

Oggi sono nove le case dolciarie produttrici di torrone attive a San Marco dei Cavoti, aziende a stampo familiare che danno vita ad un’economia vicina al territorio e alla comunità. Nei loro laboratori la preparazione del croccantino sammarchese avviene secondo un processo di lavorazione che unisce tradizione e innovazione, senza togliere spazio all’artigianalità e alla manualità, a partire dalla stesura dell’impasto del croccante (la “cotta”), che continua ad essere fatta con il matterello. Molte sono le varianti della ricetta base tradizionale, che permettono di produrre croccantini dai gusti e dai sapori più assortiti: limone, arancio, cocco, menta, caffè, pistacchio. Tra le altre specialità non mancano il torrone bianco tradizionale e il torroncino morbido in varie versioni, tra cui la più diffusa è quella al gusto gianduia.

Punti cardine della Festa del torrone e del croccantino sono gli stand di specialità dolciarie e quelli delle altre numerose eccellenze della cucina fortorina, che creano un percorso culinario che si snoda lungo gli scorci, i vicoli e le piazze dell’antico borgo medievale. La manifestazione abbina il buon cibo a un fitto calendario di eventi culturali: performance teatrali e musicali, spettacoli di arte di strada, visite guidate, mostre e allestimenti. Immancabile ogni anno è l’appuntamento con il Megacroccantino, il croccantino più lungo del mondo. La preparazione avviene in via Roma, grazie al lavoro degli addetti dei laboratori dolciari. Dopo aver ottenuto il tradizionale impasto, il croccante viene steso su un lungo piano e, infine, ricoperto di buonissimo cioccolato fondente, pronto per essere sbriciolato e degustato.

Per chi arriva da fuori, imperdibili sono il tour del centro storico, un borgo dal carattere provenzale, e la visita al Museo degli Orologi da Torre, che custodisce cinquanta preziosi esemplari, alcuni databili attorno al XVI secolo. Sono aperti ai visitatori anche il Museo del Packaging e della Pubblicità e l’Archivio Storico Comunale, mentre lo storico Palazzo Jelardi ospita una ricca esposizione presepiale. Per scoprire come nasce il croccantino, inoltre, è possibile effettuare, previa prenotazione, una visita aziendale presso una delle imprese dolciarie sammarchesi.

Foto: © Comune di San Marco dei Cavoti.

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