Cosa rende “Il piccolo Lord” un film classico di Natale

Alec Guinness e Ricky Schroder

Un biondo ragazzino dal cuore puro e dalla straordinaria empatia con il mondo intero, che riesce a fare breccia nel cuore di un burbero aristocratico con la puzza sotto il naso. Una storia edificante come quella raccontata ne “Il piccolo Lord”, capace di divertire e commuovere, non poteva non finire nel novero dei film diventati dei classici del periodo natalizio. Buoni sentimenti e Natale: un binomio inscindibile, legato a doppio filo dai tempi di Charles Dickens. A differenza, però, di altri film cult del genere, le cui vicende si svolgono proprio durante i giorni di Natale, qui l’ambientazione non è prevalentemente natalizia. Allora perché ci viene da dire che non è davvero Natale se in tv non passa “Il piccolo Lord”?

Little Lord Fauntleroy” è il titolo originale del film, come il libro omonimo da cui è tratto, pubblicato nel 1885 dalla scrittrice britannica Frances Hodgson Burnett e divenuto in seguito un classico della letteratura per ragazzi. È uno degli innumerevoli adattamenti del romanzo realizzati per il cinema, la televisione e il teatro, dalla versione muta del 1926 a quella del 1936 con il bambino prodigio Freddie Bartholomew, allo sceneggiato televisivo italiano del 1960 (nel 1988 c’è stata anche una trasposizione animata giapponese). Realizzato dalla casa di produzione di Norman Rosemont, debuttò il 25 novembre 1980 sulla rete televisiva americana Cbs, mentre in Europa arrivò prima al cinema: a dicembre di quello stesso anno nel Regno Unito e in Spagna, a febbraio del 1981 in Italia. Anche nella Germania dell’Est fu trasmesso direttamente in tv, sul canale pubblico Ard, il 26 dicembre 1982. Il collegamento tra il film e il periodo natalizio, quindi, fu quasi ovunque automatico fin da subito.

La storia prende avvio negli Stati Uniti nel 1872. Siamo a New York, in un quartiere povero di Brooklyn, dove il piccolo Cedric Errol, detto Ceddie, sette anni e orfano di padre, vive assieme alla mamma. Inaspettata, Ceddie riceve la notizia, portata da un ambasciatore giunto dall’Inghilterra, di essere l’unico erede del ricco conte di Dorincourt, con il titolo di Lord Fauntleroy. Per questo motivo deve lasciare New York e trasferirsi oltreoceano, dove lo attende un nonno scontroso e cinico. Questi in passato aveva ripudiato il padre del bambino, dopo il suo matrimonio con una donna americana di umili origini. Suo malgrado, il conte di Dorincourt è costretto a incontrare il nipote e l’odiata nuora, solamente allo scopo di dare a Ceddie un’educazione adeguata a un lord inglese. La signora Errol viene relegata a vivere in una villetta lontana dal castello di famiglia, ma chiede all’anziano conte di non rivelare a Ceddie i dissapori esistenti tra loro. Rifiuta, inoltre, qualsiasi aiuto economico da parte del conte, trovando lavoro come sarta per potersi mantenere da sola.

Nonostante i pregiudizi aristocratici e il difficile carattere, il nonno finisce per instaurare un rapporto sempre più profondo con il nipote, grazie anche alla bontà d’animo e all’affetto incondizionato che Ceddie gli riserva. Con il tempo il conte inizia a cambiare, trasformandosi in un uomo comprensivo e premuroso, capace anche di gesti di altruismo verso il prossimo, fino ad allora impensabili. A interpretare i ruoli di nonno e nipote troviamo il grande attore britannico Alec Guinness e Ricky Schroder, all’epoca giovane stella americana del cinema e della televisione. Tra i due si crea un’alchimia perfetta durante tutto il film, valorizzata anche da dialoghi deliziosi e spesso decisamente ironici.

Il film si conclude con una grande festa di Natale con tutta la servitù (nel libro si festeggiava, invece, l’ottavo compleanno di Ceddie), nella sala più grande del castello, alla quale è invitata per la prima volta anche la mamma di Ceddie. Il tipico “e vissero tutti felici e contenti”, con tanto di discorso finale del conte di Dorincourt, ormai pienamente convertito in un uomo nuovo, per merito del suo giovane nipote. In sottofondo possiamo ascoltare anche un paio di canti natalizi tradizionali come “Hark! The herald angels sing” e “We wish you a merry Christmas”, che non fanno che rafforzare l’impronta natalizia del film. Anche se la canzone più iconica della pellicola rimane “Oh, Dem Golden Slippers”, trascinante brano popolare americano che Lord Fauntleroy chiede di suonare durante la festa voluta dal nonno per la sua presentazione in società. Memorabile anche il tema musicale firmato dal compositore Allyn Ferguson.

Per decenni, dagli anni 80 in poi, anche in Italia “Il piccolo Lord” ha occupato un ruolo importante tra gli appuntamenti immancabili in televisione durante le feste, insieme a “Willie Wonka e la fabbrica di cioccolato”, “Una poltrona per due” e pochi altri. Essendo tratto da un romanzo per ragazzi, è il film ideale per essere visto a Natale con tutta la famiglia riunita. Capace di strappare lacrime anche agli animi più freddi e di predisporre il cuore ai buoni propositi, è uno di quei classici senza tempo da rivedere di anno in anno senza mai stancarsi. Tutti abbiamo imparato ad amare il pargoletto biondo, nonostante il suo irritante caschetto d’oro, e ci siamo commossi nel vederlo aiutare le persone meno fortunate. Indimenticabile e tragica è la scena della visita al borgo, squallido e fatiscente, con il nonno che per la vergogna evita di incrociare lo sguardo del nipote. E poi ci siamo emozionati nel vedere il conte di Dorincourt cambiare atteggiamento verso le persone e verso la vita, grazie all’esempio di Ceddie e a un amore sincero capace di riaccendergli il cuore, colmando una solitudine che lo aveva allontanato dal mondo.

“Il piccolo Lord” è il film di Natale per eccellenza, semplicemente perché rappresenta un concentrato dei buoni sentimenti che animano questa festa, nonostante l’inevitabile dose di retorica. Tutti gli elementi che lo compongono ne fanno un racconto universale colmo di messaggi positivi, che proprio sotto Natale ci fa piacere raccogliere, nella speranza di farli nostri fin da subito e nel futuro a venire.

Fonti consultate: Wikipedia in italiano, English Wikipedia, IMDb.

Immagine: © Norman Rosemont Productions.

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