Falso Natale: tutte le bugie e le invenzioni sul Natale

Gerard van Honthorst - Adorazione dei pastori (1622)

Tutto quello che sappiamo sul Natale è falso. La nascita di Gesù non è avvenuta il 25 dicembre e neanche nell’anno che noi definiamo “zero”. Non c’era una fredda grotta né la coppia formata da bue e asinello. I magi non erano né re né tre e non furono guidati da una stella cometa. Ogni particolare che ci è stato tramandato è il risultato di decisioni arbitrarie o in alcuni casi di errori involontari. Errico Buonanno nel suo libro “Falso Natale” analizza gli elementi della tradizione, religiosa e non, legata al Natale, per svelare “bufale, storie e leggende della festa più importante dell’anno”.

Falso Natale” affronta, uno dopo l’altro, tutti gli aspetti che caratterizzano il Natale così come lo viviamo oggi, ricostruendo di ognuno l’avventurosa e curiosissima storia. Scopriamo, per esempio, che la data del 25 dicembre non viene mai citata nei Vangeli (anzi, il contesto climatico descritto è tutt’altro che invernale), ma fu scelta perché coincideva con la festa pagana dei romani dedicata al Deus Sol Invictus. L’intento era quello di non disorientare la popolazione, nel momento in cui si tentava di innestare una nuova religione a Roma, inglobando una consolidata tradizione pagana. Nient’altro, quindi, che marketing evangelico. L’anno di nascita di Gesù, invece, è stato stabilito sulla carta nel VI secolo, in base ai calcoli del monaco Dionigi il Piccolo, ma secondo gli storici andrebbe anticipato tra il 7 e il 4 a.C., quando il re Erode era ancora vivo.

Il bue e l’asinello, ci spiega ancora Buonanno, sono semplicemente il frutto di un errore di traduzione dall’ebraico al greco da parte di un copista in epoca medievale. I magi, invece, erano con tutta probabilità degli astrologi, trasformati in re, nei potenti della terra, da Federico Barbarossa, che, per rafforzare la sua tesi, fece trasportare e seppellire i corpi di tre poveri disgraziati milanesi nella cattedrale di Colonia, spacciandoli per i magi originali. Restando nell’ambito del 6 gennaio, festa dell’Epifania, apprendiamo che dietro la Befana bitorzoluta si nasconde addirittura la dea dell’abbondanza Diana.

Altre curiosità riguardano Babbo Natale, nato dalla sovrapposizione della figura di San Nicola al personaggio del folclore britannico Father Christmas e in seguito reinventato dalla Coca-Cola, e l’albero di Natale, diffusosi dai paesi germanici in tutta Europa come moda aristocratica, introdotta in Italia da Margherita di Savoia e in Inghilterra dalla regina Vittoria.

Proprio in quanto festa nata dalle ceneri del paganesimo, il Natale fu addirittura abolito dai puritani fin dal Seicento, prima in Gran Bretagna e poi nella colonie in America (dove venne ripristinato per legge solo nel 1856). Rinacque come festa scollegata dalla religione nella prima metà dell’Ottocento, grazie a Dickens e al suo “Canto di Natale”. Nel racconto, per la prima volta, la nascita di Gesù era sostanzialmente assente. Al suo posto, c’era l’invito a riscoprire una festa fatta di calore umano e bontà di cuore. Ossia proprio quel Natale laico che ancora oggi festeggiamo e che ha anche il suo lato commerciale e consumistico.

Attraverso le tante storie contenute in “Falso Natale”, libro colto, ironico e al tempo stesso rispettoso, Errico Buonanno non vuole smitizzare la festa del Natale né farci perdere la magia che sta nell’albero e in Santa Claus, nella famiglia riunita e nella generosità, nelle vetrine addobbate e nello scambio di regali. Tenta, invece, di farci capire che ogni tradizione culturale o religiosa non nasce mai dal nulla né rimane incorrotta e intatta per sempre, ma si sedimenta e modifica nei decenni e nei secoli, grazie a continue rielaborazioni, riscritture, contaminazioni e pure casualità. Perché essere consapevoli di come sono nate le tradizioni che oggi ci sembrano immutabili, e che in alcuni casi hanno al massimo 150 anni, può aiutarci ad essere più aperti verso i cambiamenti e verso l’altro.

«Questo è un invito a riscoprire il Natale. La cui costruzione ha coinvolto politici, fedeli di molte religioni, traduttori sbadati, nemici del Papa, pittori, streghe, eretici, imperatori romani, imperatori germanici, pubblicitari, santi, truffatori, divinità nordiche, esploratori. E che soltanto di traverso ha avuto a che fare con la nascita di un uomo, chissà, sì, forse lì a Betlemme, un giorno di un anno imprecisato, più o meno due millenni fa.»

D’altra parte, se anche Babbo Natale non esiste, non significa che dobbiamo smettere di crederci.

Errico Buonanno - Falso Natale

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